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Dott.ssa Costanza Riccioni
Responsabile Dipartimento R&D Esserre Pharma

Obesità e Covid-19

Relazione e rischi

L’obesità (Body Mass Index o BMI > 30 kg/m2) sembra essere un fattore di rischio indipendente per il virus SARS-CoV-2 responsabile della pandemia da COVID-19. A sostenerlo, fra gli altri, è uno studio retrospettivo di coorte pubblicato da Simmonet e colleghi che ha analizzato la relazione tra caratteristiche cliniche, incluso il BMI, e la necessità di ventilazione meccanica invasiva (IMV) in 124 pazienti ricoverati in terapia intensiva presso un singolo centro ospedaliero a Lille, in Francia1.

L’obesità (BMI > 30 kg/ m2) e l’obesità severa, intesa come un BMI> 35 kg/m2, erano presenti rispettivamente nel 47.6% e nel 28.8% dei casi. Complessivamente la IMV è stata impiegata in 85 casi (68.6% dei pazienti considerati) e la proporzione di pazienti per i quali è risultata necessaria aumentava con l’aumentare del BMI, con il valore più alto nei pazienti con BMI> 35 kg/m2. E’ stato osservato quindi che la gravità della malattia aumentava con l’aumentare del BMI.

Le informazioni condivise da Simmonet e colleghi sono state confermate da altri ricercatori in tutto il mondo. Un report pubblicato da Petrilli e colleghi, che ha preso in considerazione 4103 pazienti affetti da COVID-19 a New York City, riporta che le principali caratteristiche cliniche che conducevano all’ospedalizzazione dei pazienti erano l’età > 65 anni e l’obesità, più che condizioni come l’ipertensione, il diabete o altre malattie cardiovascolari2.

I possibili meccanismi alla base dell’associazione tra SARS-CoV-2 e obesità sono stati descritti da Zhou e colleghi, dell’università di Quingdao, in Cina, che hanno descritto il ruolo di obesità e diabete nella malattia da COVID-193.


Innanzitutto, l’obesità era stata già riconosciuta un fattore di rischio indipendente per l’infezione polmonare grave da virus H1N1.


L’obesità addominale è infatti associata ad alterata ventilazione polmonare risultando in una ridotta saturazione dell’ossigeno nel sangue4.

I pazienti con obesità hanno spesso numerose comorbidità come diabete di tipo II e ipertensione e sono maggiormente esposte a malattie cardiovascolari come l’ictus e l’infarto.

 

L’obesità e il diabete hanno effetti deleteri sul sistema immunitario, aumentando la suscettibilità all’infezione e la sua gravità5. In Italia, dati recenti hanno riportato come i due terzi delle persone morte per COVID-19 fossero diabetiche.


Inoltre, la secrezione anormale di adipochine e citochine proinfiammatorie come TNFa (Tumor necrosis factor alpha) e interferone, tipiche dell’infiammazione cronica di basso grado, condizione correlata all’obesità addominale, può alterare la risposta immunitaria, contribuendo ad aggravare le condizioni dei soggetti obesi in caso di infezione da SARS-CoV-27.

Una spiegazione alla base delle osservazioni descritte da Simmonet e colleghi riguarda l’enzima ACE2 (human angiotensin converting enzyme 2).

È stato dimostrato che ACE2 è il target biologico utilizzato da SARS-CoV-2 per l’ingresso nelle cellule ospiti e l’espressione di questo enzima è maggiore nei tessuto adiposo che nei polmoni8. Risulta quindi plausibile che gli individui obesi, avendo una maggiore quantità di tessuto adiposo e quindi un maggiore numero di cellule che esprimono ACE2 e di conseguenza una maggior quantità di ACE2, siano esposti ad una maggiore suscettibilità all’infezione virale e alla sua propagazione.


Ancora, l’impiego di farmaci antipertensivi ACE-inibitori e di bloccanti del recettore dell’angiotensina (piuttosto comune nei soggetti con obesità) aumenta l’espressione di ACE2 rendendo i pazienti più suscettibili al virus.


Infine, è noto che gli eventi tromboembolici, che si sono rivelati una causa aggravante di morte nei soggetti con COVID-19, siano più comuni negli individui con obesità, facendo quindi logicamente pensare ad un’altra motivazione che rende l’obesità un fattore di rischio aggravante per morte da COVID-199.

In conclusione, nell’attesa che ulteriori dati confermino la relazione tra obesità e gravità dell’infezione da SARS-CoV-2, gli autori suggeriscono che i pazienti con obesità siano posti sotto osservazione e che sia posta particolare attenzione all’implementazione di una corretta alimentazione e una moderata attività fisica per impattare positivamente sul sistema immunitario di questi pazienti.


Bibliografia
1. Simonnet A, Chetboun M, Poissy J, et al. High prevalence of obesity in severe acute respiratory syndrome coronavirus-2 (SARS-CoV-2) requiring invasive mechanical ventilation. Obesity (Silver Spring). 2020
2. Petrilli CM, Jones SA, Yang J, et al. Factors associated with hospitalization and critical illness among 4,103 patients with COVID-19 disease in New York. medRxiv. 2020.04.08.20057794. Posted April 11, 2020. Accessed April 19, 2020.
3.Zhou, Y, Chi, J, Lv, W, Wang, Y. Obesity and diabetes as high‐risk factors for severe coronavirus disease 2019 (Covid ‐19). Diabetes Metab Res Rev. 2020;e3377.
4. Peters U, Dixon AE. The effect of obesity on lung function. Expert Rev Respir Med 2018; 12:755-767.
5. Frydrych LM, Bian G, O’Lone DE, Ward PA, Delano MJ. Obesity and type 2 diabetes mellitus drive immune dysfunction, infection development, and sepsis mortality. Journal of Leukocyte Biology. 2018;104(3):525-534.
6. Remuzzi A, Remuzzi G. COVID-19 and Italy: what next? Lancet (London, England). 2020.
7. Mehta P, McAuley DF, Brown M, Sanchez E, Tattersall RS, Manson JJ. COVID-19: consider cytokine storm syndromes and immunosuppression. The Lancet. 2020;395(10229):1033-1034.
8. Wu F, Zhao S, Yu B, et al. A new coronavirus associated with human respiratory disease in China. Nature. 2020;579(7798):265-269.
9. Peng YD, Meng K, Guan HQ, et al. Clinical characteristics and outcomes of 112 cardiovascular disease patients infected by 2019-nCoV. Zhonghua Xin Xue Guan Bing Za Zhi. 2020;48(0):E004.