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combattere la fatica

Come combattere la fatica: i benefici delle vitamine B e C del melograno secondo uno studio italiano

Stress, mancanza o disturbi del sonno, stile di vita inadeguato, eccessiva attività fisica, condizioni patologiche come ad esempio infezioni, disfunzioni autonomiche, alterazioni neuroendocrine, patologie autoimmuni o neoplastiche.

Sono molte le possibili condizioni a monte della fatigue come viene indicata nel mondo anglosassone, che noi definiamo affaticamentostanchezza, fatica.  

La differenza tra fatica a breve termine e fatica cronica 

La fatica può essere classificata come prolungata (fatica a breve termine, SF) o cronica (sindrome da fatica cronica, CFS).

La SF è una condizione di affaticamento non patologico, di durata limitata generalmente compresa tra 1 e 6 mesi, che consiste in una persistente o ripetuta incidenza di eventi causa di spossatezza non spiegabile da un punto di vista clinico.

Si tratta quindi di una forma acuta, secondaria a stressor fisici, mentali o infettivi che recede quando i trigger vengono rimossi.  

A differenza della SF, la CFS, definita anche encefalomielite mialgica, si caratterizza, di norma, per l’impossibilità da parte del paziente di ripristinare un livello di energia adeguato, anche dopo un congruo riposo o l’eliminazione di cause potenzialmente implicate nel determinismo della sintomatologia. La stanchezza viene inquadrata come CFS quando la sua durata è superiore a 6 mesi. 

Brevi periodi di affaticamento sono comuni e interessano fino a oltre il 30% della popolazione totale; la SF e la CFS sono condizioni che secondo i dati epidemiologici riguarderebbero rispettivamente il 5-8% e il 3-4% della popolazione generale.

Si tratta quindi di un problema ampiamente diffuso e spesso sottovalutato per quanto riguardi gli effetti sulla qualità della vita di chi ne soffre e sulle conseguenze di ordine economico. 

A fronte di un significativo impatto a livello socio-sanitario, le risposte a questa problematica in termini di interventi efficaci sono molto limitate. 

 

Melograno

Ruolo protettivo delle vitamine B e C e del melograno  

Uno studio di Tardy et al. ha, poco tempo fa, evidenziato che le vitamine idrosolubili (del gruppo B e la vitamina C) sono fondamentali per il funzionamento della maggior parte dei processi biologici come il metabolismo energetico, il trasporto di ossigeno e le funzioni cerebrali e che la carenza di questi micronutrienti può essere considerata una causa di stanchezza.

Inoltre, evidenze sempre più numerose suggeriscono un legame tra la presenza di uno stato pro-infiammatorio e l’insorgenza di CFS. 

Secondo una recente meta-analisi, volta a documentare l’effetto del succo di melograno sui biomarcatori dell’infiammazione attraverso l’analisi di 16 studi randomizzati controllati per un totale di 572 soggetti adulti valutati, l’integrazione con succo di melograno eserciterebbe un effetto significativo sulla proteina C reattiva ad alta sensibilità (hs-CRP), sull’interleuchina 6 (IL-6) e sul fattore di necrosi tumorale alfa (TNF-α), confermando l’ampio corpus di prove in vitro, in vivo e su uomo che dimostrano l’attività antinfiammatoria e antiossidante di questo frutto. 

Uno studio italiano a supporto di un’integrazione utile contro la fatica 

Sulla base dell’assunto che la stanchezza possa essere migliorata attraverso un intervento nutrizionale volto a ridurre le carenze vitaminiche marginali e le infiammazioni croniche, è stato condotto da un team di ricerca italiano uno studio il cui obiettivo era determinare se un integratore alimentare a base di estratto di melograno, vitamine del gruppo B e vitamina C potesse aiutare a migliorare la SF, misurata attraverso la somministrazione di questionari mirati a verificare il livello di affaticamento prima e dopo l’assunzione giornaliera dell’integratore per un mese, valutare inoltre la tollerabilità del preparato e determinarne la composizione chimica. 

L’integratore alimentare era un prodotto commerciale (Improve® Response), contenente vitamina C (acido ascorbico, 200 mg per 1 dose in stick) e le seguenti vitamine del gruppo B:

  • vitamina B3 (niacina, 16 mg per 1 dose in stick);
  • vitamina B2 (riboflavina, 7 mg per 1 dose in stick);
  • vitamina B5 (acido pantotenico, 6 mg per 1 dose in stick);
  • vitamina B1 (tiamina, 5,5 mg per 1 dose in stick);
  • vitamina B6 (piridossina, 4 mg per 1 dose in stick);
  • vitamina B9 (acido folico, 200 μg per 1 dose in stick);
  • vitamina B8 (biotina, 50 μg per 1 dose in stick);
  • vitamina B12 (cobalamina, 12,5 μg per 1 dose in stick).

L’altro integratore alimentare assunto (PunicaPLUS®, 500 mg per 1 dose in stick) contenente l’estratto secco di melograno da frutto intero. 

Metodologia dello studio 

A 114 volontari di età compresa tra i 18 e i 75 anni che per un senso di stanchezza lamentato si sono rivolti al farmacista chiedendo un prodotto in grado di combattere questa sintomatologia, è stato suggerito di assumere un integratore alimentare commerciale a base di estratto di melograno, vitamine del gruppo B e vitamina C.

I soggetti coinvolti sono stati invitati a compilare in presenza di un medico 3 questionari sulla fatica:

  • Fatigue Assessment Score – FAS;
  • Fatigue Severity Score- FSS;
  • Numeric Rating Scales- NRS.

Inoltre, hanno compilato il questionario sulla  qualità della vita (Short Form 12 Health Survey -SF-12, suddiviso in SF-12 psicologico e SF-12 fisico). 

L’endpoint primario era determinare l’efficacia di una dose giornaliera dell’integratore alimentare in studio assunto per un mese per ridurre l’affaticamento lieve/moderato e migliorare le performance.

La valutazione è stata effettuata all’inizio (t0) e alla fine dell’assunzione dell’ integratore alimentare (t1) dai questionari validati FAS e FSS.

Gli esiti secondari considerati sono stati la valutazione della qualità della vita dei soggetti attraverso la somministrazione del questionario sulla qualità della vita SF-12 al basale e alla fine dell’assunzione dell’integratore alimentare, NRS, e la tollerabilità misurata come occorrenza di effetti indesiderati. 

Per la determinazione della composizione chimica è stata condotta un’analisi attraverso cromatografia liquida ultra-performance e spettrometria di massa ad alta risoluzione (UPLC-HRMS). 

I risultati emersi dall’analisi 

La valutazione dell’endpoint primario ha mostrato una riduzione statisticamente significativa della scala di valutazione della stanchezza (FAS) di -31% e della scala di severità della stanchezza (FSS), sempre di -31%.

 Nel dettaglio, il punteggio FAS si è ridotto da t0 a t1 negli uomini di 7,9 ± 1,2 punti (p=0,001) e nelle donne di 7,4 ± 2,2 punti (p=0,001). Analogamente, il punteggio FSS si è ridotto da t0 a t1 negli uomini di 0,87 ± 0,11 punti (p=0,001) e nelle donne di 1,14 ± 0,18 punti (p=0,001). 

Il punteggio NRS è diminuito significativamente tra t0 e t1 in modo simile nelle donne (-1,73 ± 0,3; p = 0,001) e negli uomini (-2,00 ± 0,51; p = 0,001). 

Per quanto riguarda la valutazione relativa alla qualità della vita, l’analisi dei questionari SF-12 inerenti la componente fisica ha mostrato un aumento dei valori da t0 a t1, con una significatività statistica riscontrata nel genere maschile (+ 3,34 ± 1,59; p = 0,039) ma non in quello femminile (+ 1.19 ± 0.97; p = 0,22); il valore dell’indice SF-12 relativo alla componente psicologica è aumentato significativamente da t0 a t1 sia nelle donne (+9,22 ± 1,75; p = 0,001) sia negli uomini (+11,88 ± 2,89; p = 0,001).

Durante un mese di assunzione dell’integratore alimentare, nessun soggetto ha riportato effetti avversi per cui il prodotto è stato giudicato ben tollerato. 

L’analisi della composizione chimica dell’estratto secco di melograno da frutto intero (PunicaPLUS®) ha indicato la presenza di 19 composti principali appartenenti a classi diverse come ellagitannini, gallotannini, isomeri A e B della punicalagina, acidi fenolici e glicosidi flavonolici.  

Considerazioni sui risultati dello studio 

La carenza di vitamine e l’infiammazione cronica sembrano essere possibili cause di affaticamento che, secondo crescenti evidenze di letteratura, può essere migliorato attraverso un intervento nutrizionale volto a ridurre i deficit marginali di questi micronutrienti e ad agire sullo stato flogistico di base.

I risultati dell’indagine descritta mostrano chiaramente che l’assunzione giornaliera dell’integratore alimentare a base di estratto di melograno, vitamine del gruppo B e vitamina C per un periodo di un mese può comportare un significativo miglioramento della fatica e della qualità della vita.

L’integrazione di vitamine idrosolubili può migliorare l’affaticamento grazie al loro ruolo in una varietà di percorsi metabolici di base che supportano i sistemi di produzione di energia, il trasporto di ossigeno e la protezione dallo stress ossidativo.

Inoltre, la tiamina, l’acido pantotenico, i folati e la vitamina C svolgono un ruolo nel mantenimento della struttura cerebrale e nella sintesi dei neurotrasmettitori, migliorando la funzione cognitiva e quella psicologica. 

L’estratto secco del frutto di melograno esercita attività antinfiammatorie e antiossidanti che contribuirebbe ad alleviare la fatica.  

La ricerca ha, quindi, oggi individuato una possibile risposta efficace e sicura a un problema come la stanchezza tanto diffuso quanto spesso non adeguatamente considerato.  

 


 

Bibliografia
1. Esposito, C.; Santarcangelo, C.; Di Minno, A.; Sacchi, R.; Sommella, E.; De Lellis, L.F.; De Pasquale, M.A.; Montarolo, F.; Campiglia, P.; Baldi, A.; et al. Chemical Characterization and Preliminary Evaluation of the Efficacy and Tolerability of a Food Supplement Based on Pomegranate Extract, B Vitamins, and Vitamin C against Prolonged Fatigue in Healthy Consumers. Processes 2022, 10, 208. https://doi.org/10.3390/pr10020208