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Redazione

Cambio di stagione

Come affrontare stanchezza e malumore

I disturbi legati al cambio di stagione, ossia al passaggio da una stagione calda ad una fredda e viceversa, sono piuttosto diffusi in soggetti di tutte le età. Non è raro, infatti, che questo cambiamento provochi veri e propri squilibri nella fisiologia dell’organismo, generando così una sensazione di malessere fisico e psichico.

 

Si tratta di sintomi che vengono identificati come “disturbi affettivi stagionali” (SAD), in genere più frequenti nel passaggio dall’inverno alla primavera per via dell’innalzamento repentino della temperatura, ma vissuti indistintamente in qualunque mese dell’anno.

Chiaramente, i soggetti debilitati o molto stressati hanno una probabilità maggiore di incorrere nei disturbi stagionali, ma è piuttosto probabile che anche un soggetto con uno stile di vita sano possa trovarsi ad affrontare problemi legami al cambio di stagione.

Ma quali sono le cause reali dei disturbi affettivi stagionali? E quali i rimedi?

Disturbi affettivi stagionali: le cause

La maggior parte dei SAD sembrerebbe essere associata ad alterazioni dei ritmi circadiani del sonno-veglia. Nel passaggio dalla stagione estiva a quella autunnale, il nostro organismo deve riadattare i suoi meccanismi fisiologici, come ad esempio per la melatonina, l’ormone che ha la funzione di regolare ed indurre il sonno. I meccanismi biochimici per la sintesi della melatonina devono riadattarsi per riequilibrare i livelli di melatonina prodotti nel corso dei mesi più caldi, quando l’esposizione alla luce è più prolungata. Nella fase di transizione, quando le ore di luce iniziano a ridursi, si presentano i primi sintomi quali la stanchezza, l’insonnia, gli stati di ansia/depressione e la mancanza di concentrazione.

Queste problematiche sono molto diffuse tra soggetti di tutte le età. A dimostrazione di quanto affermato, condividiamo qui i dati di un sondaggio condotto su un campione di persone intervistate riguardo i disturbi legati al cambio di stagione, e alle sue ripercussioni su sonno, umore e rapporto con il cibo.

Cambio di stagione: come affrontarlo al meglio

Quando si parla di disturbi affettivi stagionali, è difficile definire un rimedio verso e proprio. Quello che però si può affermare è che seguire uno stile di vita sano ed equilibrato può essere di grande aiuto per affrontare i disturbi correlati al cambio di stagione. In questo senso, migliorare la qualità del sonno può apportare non pochi benefici al nostro organismo: dormire per 8 ore consecutive, o cercare di essere svegli tutti i giorni alla stessa ora, aiuta senza dubbio a stabilizzare i ritmi circadiani del sonno-veglia.

Laddove necessario, per migliorare effettivamente la qualità del riposo notturno, si potrebbe ricorrere all’assunzione di melatonina, che contribuisce alla riduzione di tempo nel prendere sonno. Oppure, se preferite, è possibile assumere integratori a base di magnesio, in grado di aiutare a ridurre lo stress psicofisico, o vitamine del gruppo B, note soprattutto per le proprietà ricostituenti che le contraddistinguono.

Ma al di là dell’attenzione rivolta alla qualità del sonno, è altrettanto importante seguire una dieta variegata, per evitare che l’organismo si trovi a dover affrontare una situazione di carenza di energia. In genere, è consigliabile l’assunzione di alimenti ricchi di potassio (banane, ceci, kiwi, lenticchie, spinaci e molti altri), bere almeno un litro e mezzo di acqua ogni giorno, e praticare attività fisica. È stato infatti dimostrato che l’attività regolare influisce positivamente su insonnia e qualità del sonno. Ma, come tutti sappiamo, questa aiuta anche a migliorare l’umore, grazie al rilascio delle endorfine, ormoni che stimolano la sensazione di benessere.

Pochi e piccoli accorgimenti, quindi, ma utili per cercare di affrontare al meglio il cambio di stagione.