Esserre Nutrition è il portale di informazione scientifica dedicato agli specialisti della nutrizione.  

Se sei uno specialista della nutrizione, registrati per accedere a tutti i contenuti scientifici pensati per supportare la tua pratica quotidiana.  

Dott.ssa Giulia Vincenzo
Biologa Nutrizionista

La bromelina

Proprietà antiedemigene e drenanti

In questo periodo estivo noi nutrizionisti siamo soliti ricevere richieste da parte dei pazienti del miracolo dell’ultimo minuto per gestire gambe gonfie e cellulite, e oltre ad un corretto regime alimentare che preveda una buona idratazione, proteine nobili, carboidrati complessi, grassi buoni, frutta e verdura, possiamo avere in aiuto l’integrazione di bromelina. Vediamone le proprietà un po’ più nello specifico e capiamone il meccanismo d’azione.

Col termine “bromelina” si indica in realtà un gruppo di endopeptidasi, ovvero enzimi proteolitici ad ampio spettro e bassa specificità, ottenute dalla centrifugazione, ultrafiltrazione e liofilizzazione per maggior parte del gambo dell’ananas e in misura minore della polpa (destinata principalmente al consumo alimentare)1-2.

Gli effetti benefici per cui questi estratti sono largamente noti in letteratura comprendono la riduzione dell’infiammazione e del conseguente gonfiore. Infatti, la somministrazione di questa sostanza è indicata nel trattamento di molti casi di infiammazione o edema dei tessuti molli ma l’applicazione al mondo dell’”estetica” è stata una riscoperta di tempi più recenti, in cui si vede sfruttata questa caratteristica nel trattamento causale della cellulite.

Biochimica della bromelina

La bromelina viene assorbita nell’intestino nella sua forma funzionale intatta, con una efficienza di circa il 40% rispetto a quella ingerita 3. Rimane attiva per un tempo medio di circa 6-9 ore, raggiungendo il picco di concentrazione plasmatica dopo un’ora dalla somministrazione 4-5.

A riprova della sua bassissima tossicità, è stato calcolato che il corpo ne può assorbire quantità considerevoli, fino a 12 grammi al giorno, senza particolari controindicazioni 6.

Lo spettro di bersagli molecolari della bromelina è particolarmente ampio e comprende: amidi a basso peso molecolare, dipeptidi, fibrina, albumina, caseina, angiotensina 2 e bradichinina 7.

Attività antinfiammatoria della bromelina 

È appurato che la bromelina sia in grado di lenire stati infiammatori dolorosi in ratti, in maniera dose-dipendente 8, probabilmente grazie alla sua capacità di interagire con altri sistemi enzimatici. Sulla base di queste evidenze, sono stati già proposti diversi trial preclinici e enzimo-terapici per il trattamento di disordini reumatici. Questi si dimostrano efficaci in contesti molto diversi, come il trattamento del dolore e dell’edema post-operatorio, proprio grazie alla loro efficacia analgesica ed antinfiammatoria 9-10.

Dal punto di vista prettamente molecolare, è stato proposto che la bromelina esplichi il suo effetto antinfiammatorio in molti modi diversi. Uno dei pathway principali è quello della diminuzione dei livelli di prostaglandine, plasmachinine e trombossani, che sono noti mediatori dell’infiammazione e del dolore stesso 11.

Questo effetto viene ottenuto dalla bromelina specialmente durante gli stati infiammatori cronici, inibendo l’espressione dei geni che codificano per l’enzima Prostaglandina-endoperossido sintasi 2. L’enzima COX-2 è un noto membro della famiglia delle ciclossigenasi, responsabili della biosintesi di prostanoidi infiammatori, a partire dall’acido arachidonico 12.

Attività antiedemigena della bromelina 

In virtù delle sue capacità antinfiammatorie, la bromelina viene comunemente consigliata nel trattamento della cellulite, con ottimi risultati. Questo perché la cellulite è una condizione causata da un’infiammazione latente che causa il ristagno di liquidi, che provocano a loro volta l’inestetismo della pelle. Nello specifico: la “pannicolopatia edemato-fibrosclerotica” è dovuta ad un rallentamento del circolo sanguigno e alla conseguente stasi di liquidi a livello dell’ipoderma (lo strato di cellule e adipe localizzato sotto al derma), che crea una compressione dei capillari sanguigni e linfatici che iniziano a trasudare plasma dalle loro pareti divenute fragili e porose a causa della pressione. Il plasma si infiltra tra le cellule e provoca un’infiammazione del tessuto adiposo con formazione di fibrosi nei tessuti adiacenti, che causa a sua volta ulteriore compressione dei capillari riducendo il drenaggio dei liquidi in eccesso, generando un circolo vizioso.

La bromelina influenza la coagulazione del sangue, migliorando l’attività fibrinolitica del siero, inibendo la sintesi di fibrina 13 e stimolando la conversione del plasminogeno in plasmina 14-15. Inoltre, è stato anche proposto che la Bromelina riduca i livelli plasmatici di chininogeno, inibendo così la formazione di chinine 16. Le chinine generano peptidi vasoattivi, che causano infiammazione, edema e dolore.

Riassumendo

Poiché la bromelina aiuta a minimizzare efficacemente la stasi venosa, la sua azione si traduce in un maggiore drenaggio dei liquidi accumulati e quindi nella riduzione dell’edema. Questi fattori contribuiscono ad un miglioramento della circolazione, del metabolismo cellulare, del trofismo cutaneo e del riassorbimento di edemi, essudati, ematomi, sostanze necrotiche ed agenti infiammatori.  La sintesi indotta di plasmina riduce quella delle prostaglandine, andando a potenziare l’azione antinfiammatoria della miscela. Si può dire cquindi che l’azione antinfiammatoria e antiedemigena della bromelina vadano a sostenersi a vicenda, ancor più che essere una conseguenza dell’altra 17.

Limiti

Le caratteristiche appena menzionate della bromelina ne determinano anche i limiti: infatti può interferire con alcuni farmaci tra cui, su tutti, anticoagulanti, antiaggreganti e alcuni antibiotici come l’amoxicillina e le tetracicline.


Bibliografia
1. Rowan AD, Buttle DJ and Barrett AJ, The cysteine proteinases of the pineapple plant, Biochem J, 1990, 226, 869-875. 
2. Kelly GS, Bromelain: A literature review and discussion of its therapeutic application, Alt Med Rev, 1996, 1(4), 243-267.
3. Seifert J, Ganser R, Brendel W. Absorption of a proteolytic enzyme originating from plants out of the gastro-intestinal tract into blood and lymph of rats. Zeitschrift fur Gastroenterologie. 1979;17(1):1–8.
4. Maurer HR: Bromelain: Biochemistry, pharmacology and medical use. Cell Mol Life Sci 58: 1234-1245, 2001. 
5. Mialovyts’ka OA: Effect of phlogenzym in long-term treatment of patients with multiple sclerosis. Lik Sprava: 109-113, 2003 (In Ukrainian).
6. Castell JV, Friedrich G, Kuhn CS, Poppe GE. Intestinal absorption of undegraded proteins in men: presence of bromelain in plasma after oral intake. American Journal of Physiology. 1997;273(1):G139–G146
7. Maurer HR, Bromelain: Biochemistry, pharmacology and medicinal use, CMLS. Cell Mol Life Sci, 2001, 58, 1234-1245.
8. Inoue K, Motonaga A, Dainaka J, Nishimura T, Hashii H, Yamate K, Ueda F and Klmura K, Effect of etodolac on prostaglandin E2 biosynthesis, active oxygen generation and bradykinin formation, Prostaglandins Leukot Essent Fatty Acids, 1994, 51, 457-462.
9. Leipner J, Iten F and Saller R, Therapy with proteolytic enzymes in rheumatic disorders, Biol Drugs, 2001, 15(12), 779-789. 
10. Seltzer AP, Minimizing post operative edema and ecchymoses by the use of an oral enzyme preparation (bromelain), EENT Monthly, 1962, 41, 813-817.
11. Oh-Ishi Sachiko, Yasuhiro Uchida, Akinori Ueno and Makoto Katori, Bromelain, a thiolprotease from pineapple stem, depletes high molecular weight kininogen by activation of Hageman factor (factor XII), ThrombosisRes,1979, 14(4-5), 665-672.
12. Desser L, Rehberger A and Paukovits W: Proteolytic enzymes and amylase induce cytokine production in human peripheral blood mononuclear cells in vitro. Cancer Biother 9: 253-263, 1994.
13. Lotz-Winter H. On the pharmacology of bromelain: an update with special regard to animal studies on dose-dependent effects. Planta Medica. 1990;56(3):249–253.
14. De-Guili M, Pirotta F. Bromelain: interaction with some protease inhibitors and rabbit specific antiserum. Drugs under Experimental and Clinical Research. 1978;4:21–23.
15. Taussig SJ, Batkin S. Bromelain, the enzyme complex of pineapple (Ananas comosus) and its clinical application: an update. Journal of Ethnopharmacology. 1988;22(2):191–203.
16. Depletion of Kininogen I by Stem Bromelain and Its Significance Prevention of Adrenalin-Induced Pulmonary Edema in Rats.
17. Bromelain, a thilprotease from pineapple stem, depletes high molecular weight kininogen by activation of Hageman factor (factor XII).
18. Fibrinolytic and antithrombotic action of bromelain may eliminate thrombosis in heart patients Proteases induce secretion of collagenase and plasminogen activator by fibroblasts.